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Storia

L’Iron Bike nacque (per colmo d’ironia) dal gruppo che aveva organizzato la prima edizione della Fausto Coppi, ma gestito le importanti manifestazioni di fuoristrada in provincia di Cuneo ed all’estero (Qatar,Oman, Monte Sinai), ed aveva partecipato a manifestazioni massacranti in altri continenti, quali soprattutto la Parigi-Dakar, sempre automobilisticamente o motociclisticamente. Fu questa l’idea: trasferire in un campo più fruibile, quali le nostre montagne, una manifestazione di dichiarata durezza utilizzando un mezzo che, secondo la tendenza del momento, non avrebbe incontrato l’ostilità della pletora dei camminatori, randonneurs, papà con figli sulle spalle, mogli sfatte dalla fatica che iniziavano ad invadere i sentieri e (assurdamente) le strade delle montagne.

L’onda politica dei “Verdi” – invece di incoraggiare gli amanti della montagna ad arrampicarsi per sentieri e faticosamente percorrere impervie giogaie dove i mezzi meccanici comunque non avrebbero potuto salire – concluse che era meglio chiudere le strade faticosamente costruite negli anni per i mezzi a motore, e riservarle alle folle a piedi. Non essendo disposti a rinunciare, per l’assurdità delle leggi del momento – dalla “Galasso” in poi – ad andare anche noi sui monti, fu inventata la competizione che, utilizzando un mezzo non invasivo come la mountain bike, permettesse agli organizzatori, per ovvie ragioni di monitoraggio, sicurezza e recupero, di continuare su questi percorsi, ormai off-limits, con mezzi di più rapido intervento quali le tanto disprezzate moto, le auto fuoristrada e, perché no … l’elicottero.

Va notato che le leggi proibizionistiche generarono, come sempre (proprio come il proibizionismo americano degli anni Trenta) una crescita di vendita di veicoli fuoristrada che invasero le nostre città – e poco le montagne – con carrozzerie ingombranti, quattro ruote motrici, due differenziali, marce ridotte e soprattutto cerchioni cromati e gomme larghe, da essere parcheggiati ben in vista sui marciapiedi davanti al bar, o meglio come seconda macchina di famiglie benestanti per raccogliere i pargoli all’uscita dalla scuola: tant’è che la fila delle auto davanti alle Elementari pareva il parco chiuso della Parigi-Dakar. Quelli che invece intendevano veramente recarsi in alta quota fecero esperienze poco invidiabili con una pletora di guardie volontarie, raccattate tra pensionati restii al Dopolavoro e/o alla Bocciofila, arruolati come i vice-sceriffi del selvaggio West la sera in cui si temeva per il giorno dopo una rapina.

Visto che la mountain bike aveva un aspetto sì aggressivo come una moto, ma prevedeva comunque uno sforzo fisico del conducente, e quindi santificava questo personaggio (neanche fosse più agevole portare una moto da 100 kg. su sentieri e scalini di pietra, invece di una bici da 10 kg.), perché non inventarsi una manifestazione di questo genere, che però si discostasse dalle solite pseudo passeggiate dove migliaia di concorrenti (rigorosamente a coppie) aravano il terreno, peggio degli ecologissimi cavalli, e fare invece una grande competizione dove ognuno potesse misurarsi con sé stesso, ma soprattutto con le difficoltà oggettive di percorsi che spesso salgono e scendono fra i duemila e i tremila metri? Una manifestazione nella quale, come nella Parigi-Dakar da cui ha preso le mosse, contasse di più l’essere riusciti a concluderla nei tempi capestro, che non avere una affermazione in classifica. Quest’ultima poteva essere campo di professionisti o di stranieri super allenati. Fin dalla prima edizione si videro in effetti stranieri da luoghi per quel tempo esotici: russi e cittadini dell’Est, accompagnati ancora da quello che fino a pochi anni prima era la figura del Commissario Politico; tedeschi e mitteleuropei provenienti dalla TransAlp (una pletorica passeggiata per coppie e coppiette che, dalla Germania, scende fino a Riva del Garda); e brasiliani conosciuti sul posto grazie alle spedizioni intorno al mondo di Overland.

Pertanto su queste basi nacque l’Iron Bike che si tenne per la prima volta fra il 21 ed il 28 agosto del 1994, caratterizzata da premi allora faraonici (il primo vinceva una FIAT 500 nuova), l’intervento della RAI, un lunghissimo giro in Francia fino alla Liguria, un numero contenuto di concorrenti (47) che si divisero in due gruppi: uno che viaggiava in classifica e l’altro, soprannominato “Gruppo vacanze Piemonte”, a tre ore di distanza, con tutti i problemi che una cosa del genere poteva generare all’organizzazione.

Vinse con buon margine Danilo Desderi, il pompiere che l’anno prima si era distinto nella TransAlp vincendola in coppia; Cristina Clerico vinse la classifica femminile. Le tappe furono Cuneo-Prazzo-Vars-Vinadio-Casterino-Limone (sotto una vera e propria alluvione, per cui furono tutti ospitati nelle caserme della Panice), ed arrivo a Cuneo. Tutta l’operazione fu resa economicamente possibile dall’intervento della FIAT Ricambi, dalla GE.SPO, un’azienda che si occupava di rally-raid, e dalla Red Devil, uno degli sponsor del Camel Trophy. Erano già presenti molti stranieri russi, argentini e, per la prima volta, furono trasferiti tutti i concorrenti in elicottero dal Vallone di Entracque al pianoro del Sabbione, in Francia.

La seconda edizione si svolge dal 20 al 26 agosto 1995, con partenza da Fossano, un numero più consistente di concorrenti – sempre molti stranieri – e dagli sponsor esce la FIAT Ricambi ma si aggiungono Monti Sport, la Ferrino e, in maniera determinante, il Gruppo Bongioanni Caldaie di Fossano e la Fontauto Volkswagen Audi.

Rivince Danilo Desderi; nel femminile, Marcellina Dossi.

Nella terza edizione, nel 1996, l’Iron Bike prende il via da Dronero e si svolge in valle Maira, Canosio – rifugio Carmagnola – Sampeyre, e si conclude nel parco dei Ciciu del Villar, a Villar San Costanzo. Si cambia l’azienda che fornisce l’elicottero con la Elisusa; i premi consistono in telai di puro titanio, allora ambitissimi, ordinati e portati dai russi; interviene il gruppo farmaceutico Ganassini, il gruppo IVECO fornisce due grandi mezzi e la Suzuki di Garelli i mezzi 4×4.

Vicono Danilo Desderi e la russa Valentina Gerassimova.

Nel 1997 si svolge dal 9 al 17 agosto la quarta edizione dell’Iron Bike. Interviene quale sponsor che poi non ci lascerà più la Cassa di Risparmio di Saluzzo. Le tappe sono Saluzzo, dove si inaugura l’iniziativa del Prologo notturno che raccoglie una folla stipata nella parte monumentale della città; San Damiano – Prazzo – Acceglio – rifugio Carmagnola – Pontechianale (deciso alla vigilia a causa del divieto di atterraggio nel Queyras, dove per altro i francesi ci avevano preparato un’accoglienza sontuosa con premiazione, autorità e piscina a disposizione) – Sampeyre e Villar San Costanzo.

Vince un italiano dell’Alto Adige, Andreas Niederkofler; nel femminile, Valentina Bottarelli.

La quinta edizione del 1998 va dal 16 al 27 agosto; è sostenuta dal gruppo Bongioanni con un supporto consistente della Fontauto e l’ingresso della Cassa di Risparmio di Cuneo. La partenza prevede ormai tradizionalmente il Prologo in notturna sulle salite, discese e scalinate di Saluzzo, assiepate dalla folla entusiasta, per proseguire per l’immancabile San Damiano; un campo in alta montagna alla Gardetta, Pontechianale, Sampeyre, per la prima volta Pian Muné ed arrivo a Saluzzo.

Vincono: Desderi e la Klomp che vanno in Brasile grazie all’incontro con l’organizzatore della più importante gara di mountain bike del Sud America, conosciuto in occasione del secondo viaggio intorno al mondo di Overland. D’ora in poi questo sarà un appuntamento fisso per i vincitori dell’Iron Bike.

Nell’edizione del 1999, la sesta, ci si avvicina al mese di luglio poiché si è avvertito che da noi il mese di agosto non è il più bello né il meno piovoso, per cui si svolge dall’1 al 7 agosto. Ormai Saluzzo è abituata e sempre più ricettiva alle acrobazie dei concorrenti e dei motociclisti apripista, su un percorso cittadino di anno in anno più lungo ed impegnativo. Dopo Saluzzo le tappe sono San Damiano, due giorni al Vars, Pontechianale, Paesana ed arrivo a Saluzzo. IVECO interviene con la messa in campo dei grossi mezzi. Grande afflusso di spagnoli e brasiliani. Agli sponsor si aggiunge l’Edilplastubi che accompagnerà il futuro di Iron Bike, ed il gruppo Bongioanni aggiunge la Tortuga Viaggi.

Vince un outsider, Marzio Deho, e va in Brasile, come pure la vincitrice, la spagnola Janet Puiggross.

Settima edizione, anno 2000, dal 30 luglio al 5 agosto. Prologo notturno a Saluzzo con riprese dirette di operatori RAI. Poi San Damiano, Vars, Saint Ours, Castedelfino, Paesana, riordino con buffet a Rifreddo ed arrivo in colonna a Saluzzo. IVECO presente con i camion di Overland ed il camion sala-conferenze IPMU, oltre a pulmini fuoristrada militari. I francesi si accorgono dell’Iron Bike e si presentano accompagnati da Dominique Lautrette, il giornalista ufficiale dell’Esercito francese, che si porta appresso anche la televisione TF2 di Tolone. Viene cambiata la ditta di elicotteri.

Vince il sardo Serra che va in Brasile, seguito anche da un nostro operatore per concludere il compendio dei filmati dell’Iron Bike con la spedizione brasiliana, supportati anche dalla allora compagnia di bandiera brasiliana Varig. A fine agosto l’Iron Bike ha un suo stand con Overland alla Grande Fiera d’estate di Cuneo.

Ottava edizione, anno 2001. Fra il 29 luglio ed il 4 agosto stesso percorso dell’edizione precedente, con la variante del campo in altissima quota alla fortificazione della Virayssa, a quasi tremila metri, passati sotto la pioggia, e con un campo al Pian della Regina a Crissolo. L’Edilplastubi si conferma uno sponsor di peso determinante. Poi Paesana e Saluzzo. L’IVECO sostiene l’iniziativa con un enorme pullman adibito a VIP Car e con mezzi 4×4 vari, e Garelli con i mezzi 4×4 Suzuki e Tata.

Vincono il belga De Roo e la spagnola Teresa Costa, che andranno in Brasile, e I’VECO Brasile mette a disposizione per la gara un autobus con autista. L’Iron Bike ripete l’esperienza dello stand alla Grande Fiera d’estate e Gian Franco Bianco della RAI conduce appositamente una serata seguitissima dal pubblico.

Nona edizione, anno 2002, dal 28 luglio al 3 agosto. Prologo notturno a Saluzzo con premiazione e con tutte le autorità e sponsor: Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo. Si utilizzano integratori della ditta Teras e si cambia il mezzo aereo con un Ecureuil B1; campo estremo alla Virayssa e tutti i concorrenti ospitati all’albergo Le Marmotte di Casteldelfino. A Paesana tutti nella scuola, e poi Barge. Tutti i giorni la RAI trasmette le immagini inerenti al giorno precedente; il francese che dirige il gruppo farà un’esposizione fotografica di successo sull’Iron Bike al Salone di Orléans.

In Brasile vanno il vincitore della Repubblica Ceca Ondrej Fojtik e la vincitrice Sara Marino. Ci seguono un operatore ed un giornalista RAI.

200310° anno di Iron Bikedal 27 luglio al 2 agosto. Il 25 luglio 2003, presso l’Autofontana, in occasione del lancio dei Touareg, si organizza una festa per i 10 anni dell’Iron Bike: cena marocchina per 250 invitati, dune di sabbia con il nuovo Volkswagen, la 10 cilindri 5000 appunto denominata Touareg, e la presenza di un vero Touareg fatto venire da Roma, accreditato all’Ambasciata del Mali, per servire il the in modo tradizionale. Davanti alla concessionaria la lunghissima fila dei mezzi in dotazione, dalle moto ai 4×4, ai camion di Overland, fino all’elicottero parcheggiato in linea. Tappe: Saluzzo – San Damiano, campo in alta quota a Roche la Croix, Casteldelfino che si raggiunge dai laghi di Col Longet, Paesana, Barge ed arrivo a Saluzzo. Inizia la pratica della spedizione delle cassette rapidamente in auto per le trasmissioni nel giorno stesso. Concorrenti da tutto il mondo; il Sud America, oltre ai brasiliani, presenta anche un costaricano. Viene allestita una festa per celebrare il 10° anno con una foto presa dall’alto di una torre, ed il numero 10 formato dai concorrenti, ad opera di Lautrette. Cena collettiva a Saluzzo, ospiti del Comune, con le autorità. Intervengono le TV spagnole TeleDeporte, TVE2 e TV5 grazie all’interessamento del rappresentante Daniel Julian, che procura un terzo dei concorrenti.

Vincono Ondrej Fojtik della Repubblica Ceca, e l’italo-olandese Sandra Klomp, ed entrambi vanno in Brasile.

2004Undicesima edizione. L’Iron Bike si sposta totalmente nel mese di luglio, ritenuto meteorologicamente più favorevole. Prologo a Saluzzo con intervento in forze di mezzi della C.R.I. Il 2004 propone la prima uscita dalla provincia di Cuneo e dai dipartimenti francesi finora utilizzati. In effetti le tappe saranno Saluzzo, San Damiano, Roche la Croix, Casteldelfino, Paesana, e percorrendo la Val Chisone raggiungiamo Pragelato da cui si torna grazie agli impianti del Pis, al colle del Pis che scende su Balsiglia. Poi Barge, grande confusione nella discesa perché una mandria di cavalli sposta le bandelle di indicazione del percorso. Il giorno 27 cade, con minime conseguenze per gli occupanti, l’elicottero che però si disintegra, riempiendo di rottami la strada statale del colle dell’Agnello. Il giorno dopo viene sostituito da altro mezzo della Eli West.

Sono presenti anche australiani e nepalesi; vincono il ceco, già vincitore nel 2003, Ondrej Fojtik, e l’italo-olandese Sandra Klomp che partirà per il Brasile. In occasione della spedizione brasiliana si mettono le basi per un gemellaggio tra la città di Saluzzo ed Ouro Preto (entrambe barocche, entrambe con scuole di perfezionamento musicale, architettonicamente simili, e per giunta Ouro Preto si fregia del titolo di “Patrimonio UNESCO”). Dopo mille plausi all’idea, naturalmente la cosa si perderà nella palude della nostra burocrazia.

2005Dodicesima edizione dal 23 al 30 luglio. Saluzzo, San Damiano, Roche la Croix, Paesana, Barge, Pragelato, Claviere, Bardonecchia. Inserimento sostanziale della provincia di Torino e, per la prima volta, la gara non avviene più su un circuito ad anello con arrivo e partenza nella stessa città, ma, partendo da Saluzzo, si arriva a Bardonecchia in alta valle Susa. Si pone perciò il problema di trasferire le auto ed i concorrenti dalla partenza all’arrivo. E’ anche l’anno in cui si inserisce la mitica salita alle torri dello Chaberton, a 3200 metri di quota, che diventerà un “mostro sacro” dell’Iron Bike. Alla RAI si affianca SKY, e l’IVECO mantiene due camion di Overland ed un rimorchio VIP a disposizione. Oltre ai soliti spagnoli ecc., nepalesi, cechi e canadesi.

Vincono Sibl della Repubblica Ceca, e la Klomp, che vanno in Brasile.

2006Tredicesima edizione dal 22 al 29 luglio. Sempre partenza in prologo a Saluzzo. Poi San Damiano e lunghissima tappa che porta in Francia tramite il tunnel del Parpaillon, raggiunto dalle seggiovie del colle del Vars, con passaggio a Crévoux fino a Roche la Croix; poi Barge e, per la prima volta, ospiti di Torre Pellice che per anni diventerà tappa fissa. Consolidato lo Chaberton con discesa a Clavière, ed altro attraversamento in Francia dal passo della Mulattiera fino a Bardonecchia.

Vincono Sibl e la Klomp. Sibl propende per un contributo in denaro e la Klomp va in Brasile dove, per la prima volta, riesce a vincere (la classifica femminile).

2007Quattordicesima edizione dal 21 al 28 luglio. Identico percorso del 2006 ma, in conclusione di gara, arrivo per la prima volta a Sauze d’Oulx che diventerà, dopo il passaggio allo Chaberton, l’arrivo finale per i prossimi nove anni. Cambio di elicottero con Air Green che però cede a metà settimana, e nuova e definitiva società Elyservice Toscana. Enormi le novità di questa edizione: la scalinata del Forte di Fenestrelle, da farsi in discesa su quattromila scalini, corridoi coperti e passaggi al limite; campo in alta quota proprio nel Forte dello Chaberton, per cui è necessario portare in elicottero tutta la logistica per tutti i concorrenti: brande, sacchi a pelo, funghi riscaldanti (le brande sono posate sulla neve), cisterne, tremila litri d’acqua per le docce, accappatoi, cucina completa, stazione radio, giornalisti ed operatori RAI che condividono l’avventura.

I vincitori Sibl e Klomp vanno in Brasile.

2008Quindicesima edizione dal 19 al 26 luglio. L’Iron Bike lascia Saluzzo per una stazione di partenza già in quota, a sottolineare l’impronta alpinistica della manifestazione: Entracque. Da Entracque a San Damiano; poi la Virayssa, il tunnel del Parpaillon, il monte Bellino con i suoi quasi tremila metri, e Jausiers. Da Jausiers a Barge, una tappa terribile di 125 km. Da Barge per Torre Pellice si compie il giro dei Tre Rifugi: Barbara, Barant a 2500 metri, e Jervis. Da Torre Pellice salita al rifugio Selleries e l’ormai classica discesa nel Forte di Fenestrelle, con arrivo a Pragelato. Cesana, ed arrivo a Sauze d’Oulx dopo l’effettuazione della salita allo Chaberton. Compaiono nuovi sponsor come la Cuneo Lube e Bodrero Casseforme e, oltre alla collaborazione ormai consolidata con il Corpo Forestale, per la prima volta si affianca l’Esercito Italiano con uomini e mezzi.

Vincono Sibl, che va in Australia, e l’americana Louise Kobin, che va in Brasile.

2009Sedicesima edizione dal 25 luglio al 1 agosto. Entracque: prologo diurno sulla pista di fondo e conclusione in paese; poi San Damiano, raggiunto attraverso la cima del Rocciasone, dove viene allestito un rifornimento con l’elicottero; Jausiers attraverso i 3000 metri del monte Bellino ed i 2500 del colle Jaffeuil ed il tunnel del Parpaillon. Barge dal colle Longet a 2670 metri, e Torre Pellice con il giro classico dei Tre Rifugi, dopo una prova-spettacolo sul castello di Barge. Tre salite di 1500, 1600 ed il rifugio Selleries a 2040 portano a Pragelato in quasi cento chilometri, inclusa la discesa del Forte di Fenestrelle. Poi Cesana e lo Chaberton, con arrivo a Sauze d’Oulx.

Rivince la classifica femminile l’americana Kobin che va in Australia; all’italiano Rostagno tocca il Brasile.

2010Diciassettesima edizione dal 23 al 31 luglio. Prologo ad Entracque; poi l’immancabile San Damiano via colle Arpione a 1700 metri e Rocciasone a 1830 metri; rifornimento a Monterosso Grana. Di nuovo tappa lunghissima di 125 km. Da San Damiano vengono trasferiti i concorrenti in bus fino ad Acceglio; poi il monte Bellino con i suoi tremila metri ed una spruzzata di neve fresca; il col Maurin, il col Longet con i suoi laghi di colore cangiante, e l’ultimo strappo al colle del Prete per Barge; per raggiungere Torre Pellice si deve effettuare il classico giro dei Tre Rifugi, dopo un doppio passaggio attorno a Barge. Per Pramollo, nuova sede-tappa da quest’anno in sostituzione di Cesana, si deve scalare l’impervio colle del Cavallo a 2300 metri, a monte della famigerata Alpe Caugis: temperature polari, nebbia e condizioni proibitive per la tappa di oltre 100 km. Da Pramollo prova speciale (novità) nella miniera di talco di Rodoretto, nella galleria illuminata dalle lampade frontali dei concorrenti. Poi i 2200 metri del col Raccias ed arrivo, dopo il Selleries, a Pragelato, dove ha luogo una speciale prova di risalita sul tappeto erboso dei trampolini del salto con gli sci: vengono abbuonati punti alla classifica di chi sale di slancio verso la salita. 100 km. la tappa. Prima di Sestriere, Cima bosco e Chaberton, tappa durissima di 90 km. con dislivello impressionante. Poi, tappa più riposante di soli 70 km. con tutto l’altipiano della Segnalonga, ed arrivo a Sauze d’Oulx.

Vincono lo spagnolo Ismael Ventura Sanchez che va in Australia, e la spagnola Nuria Glauco Martinez che non può andare in Brasile perché quell’anno la gara non viene effettuata: ci andrà l’anno successivo.

2011Diciottesima edizione dal 23 al 30 luglio. L’Iron Bike lascia Entracque per la principale stazione invernale della provincia di Cuneo: Limone Piemonte. Prologo nel pomeriggio del sabato, poi San Damiano sempre attraverso il Rocciasone; Barge dal rifugio Carmagnola, Monte Bellino e Sampeyre. Torre Pellice dopo il monte Bracco di Barge ed il giro dei Tre Rifugi; poi Pramollo con arrivo dopo una tappa simile a quella dell’edizione precedente, cui si aggiunge un giro di interesse architettonico notevole attorno alle borgate che costituiscono Pramollo. Da Pramollo, novità di questa edizione la Conca Cialancia, Parco naturale provinciale cui si esce da un colle a 2700 metri. Discesa su Prali e nuovamente prova nella galleria della miniera di talco, ed arrivo al Selleries dopo i 2140 metri del colle Raccias. Dal Selleries, sede di tappa per la prima volta dopo i precedenti passaggi, fino al Sestriere: tappa lunghissima di 130 km. e durissima; strada dell’Assietta con il colle dell’Assietta a 2540 metri; Chaberton con i 3120 metri; arrivo a Sauze d’Oulx dopo l’effettuazione dei 2400 metri di Cima Bosco.

Vince l’honduregno Milton Ramos che va in Brasile con Nuria Glauco, vincitrice della precedente edizione, che non aveva beneficiato del premio; fra le donne vince l’americana Kobin che sceglie l’Australia.

2012Diciannovesima edizione dal 21 al 28 luglio. Prologo a Limone, San Damiano via Colle dei laghi di Valscura: tappa impossibile di 120 km., i concorrenti arrivati a buio fitto e recuperati per strada. San Damiano – Barge (cima Bellino e val Varaita). Giro attorno a Barge sul monte Bracco e monastero della Trappa; poi, via colle del Cavallo a 2334 metri, fino a Torre Pellice da cui Conca Cialancia e Colle Lazzarà fino a Pramollo. Prova della miniera, ma con inserimento del colle delle Fontane che porta la tappa a 90 km. per il rifugio Selleries. Immancabile prova sulla scalinata del Forte di Fenestrelle e cima Chaberton, dove imperversa una tempesta di neve e grandine che mette in difficoltà i recuperi in elicottero: temperatura di 2°.

Vince Fojtik che sceglie l’Australia, con la britannica Rickie Cotter.

2013 Ventesima edizione dal 20 al 28 luglio. Prologo a Limone, edizione di nove giorni per celebrare il ventesimo anno. La tappa da Limone a Vinadio prevede il trasferimento di tutti i concorrenti e delle mountain bike in elicottero sulla cima di Testa Rimà a 2500 metri in valle Stura, per una folle discesa di quasi 2000 metri fino al lago di Vinadio che viene percorso sull’anello esterno, nell’acqua. La seconda tappa raggiunge Pontechianale tramite l’altopiano della Gardetta, la cima Bellino e la Battagliola, scavalcando le valli Stura, Maira e Varaita. Nella terza tappa era previsto – anche in occasione dell’anniversario dei 150 anni del Club Alpino Italiano e della prima scalata del Viso da parte di Quintino Sella – l’attraversamento del Buco del Viso: la galleria, quasi interamente ostruita, realizzata nel 1480 per il trasporto del sale sotto il Monviso. Passaggio non consentito dalle ottuse autorità francesi per un attraversamento di pochi chilometri di Parco, per cui la tappa si svolge ai piedi del Monviso, passa al rifugio Quintino Sella e da Crissolo scende a Barge, lasciando in bocca l’amaro di una grossa occasione perduta. A Cavour si festeggia il ventesimo compleanno dell’Iron Bike con una cena di 250 invitati fra sponsor, collaboratori ed autorità; danze con orchestra e tremila persone ad assistere alla premiazione ed ai fuochi d’artificio in onore della ventesima Iron Bike. La partenza da Cavour prevede un passaggio sulla Rocca, monolito al centro della pianura pinerolese, ed il solito sviluppo da colle Cavallo fino a Torre Pellice. Per raggiungere Pramollo dopo il giro storico dei Tre Rifugi si scavalca il col Giulian e si utilizzano per la prima volta le seggiovie di Prali, entrando nel Parco della Conca Cialancia a 2683 metri. Successiva tappa ma percorso consueto per il rifugio Selleries dove vengono ospitati tutti i concorrenti. Poi l’utilizzo dell’ovovia Fraiteve fa guadagnare 700 metri di dislivello ed avvicina alla base dello Chaberton, da cui poi si torna verso Sestriere. Ultimo sforzo di una sessantina di chilometri da Sestriere a Sauze d’Oulx.

Vince Fojtik, che va in Australia. Nel femminile, nessuna concorrente termina la gara. Agli sponsor si aggiungono la North West e la Via Lattea, cui si deve in gran parte la festa dei vent’anni.

2014 Ventunesima edizione dal 26 luglio al 2 agosto. Le tappe: Limone – Vinadio – Cavour – Torre Pellice – Pramollo – rifugio Selleries – Sestriere – Sauze d’Oulx. Lunghissima la seconda, Vinadio-Cavour, di 130 e più chilometri. Spettacolari passaggi ai laghi di Valscura, alla Rocca di Cavour, sullo Chaberton, a Cima Bosco e nel lago di Vinadio.

Vince nel maschile l’honduregno Milton Ramos che sceglie l’Australia; nella classifica femminile la belga Lisbeth Hessens che va in Brasile. Da alcuni anni, oltre alla possibilità di andare in Brasile, l’Iron Bike mette a disposizione l’iscrizione gratuita per il Crocodile Trophy in Australia.

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